Un evento eccezionale come non se ne vedevano da molto tempo a Liverpool

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Un successo per gli organizzatori locali, Garry Phillips ed il suo fantastico team di docenti ed allievi. Ma soprattutto per l’intera  associazione internazionale,  la World ju jitsu kobudo security association guidata, anche in questa occasione, dal Dt Maurizio Silvestri. Tutti soddisfatti dunque del Congresso che si è svolto tra Southport e Wigan, centri di Liverpool con una grande “popolazione” di praticanti di ju jitsu.

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Ci sono stati seminari e la prima grande competizione dopo molti anni: il primo trofeo Città di Liverpool. Trofeo dedicato, ovviamente a Robert Clark, fondatore della World ju jitsu federation. In suo nome Phillips ha insegnato i programmi originari che ha appreso da lui, negli ormai lontani anni Settanta. “Col passare del tempo molte cose sono state modificate – ha spiegato agli allievi – Non giudico se in meglio o in peggio. Solo che oggi si vedono tecniche piuttosto diverse da quelle che studiavamo noi quaranta anni fa”. Erano quelli i tempi in cui anche Silvestri si affacciava alla scuola di Liverpool. “Tempi eroici – ricorda – e non lo dico solo perché il passato ci piace spesso più del presente. Lo erano davvero”. Silvestri in questa occasione ha presentato lo Yamato yoshin ryu ed il krav maga.

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Come dire il ju jitsu dal passato al futuro, attraverso – è il caso del krav – uno dei suoi più famosi derivati. Nell’intervallo tra il seminario e la competizione non poteva mancare una visita al Centro Clark di Fazakerley, già regno di soke Clark ed ora gestito dal cortese Robert Hart. La delegazione italiana, i giovanissimi in particolare, sono saliti su quel tatami ricco di storia dove, naturalmente, si sono fatti immortalare in tante foto. Poi tutti nel centro di Liverpool, in quelle strada che Silvestri in gioventù ha visitato con guide d’eccezione quali Clark ma anche Steadman, Jim Pape, Marshall e naturalmente Garry Phillips… tutto uno staff di maestri e di amici che facevano grande la World ju-jitsu federation uk, appunto di Robert Clark. “In queste strade ho vissuto anche momenti difficili – ricorda Silvestri – E’ stato quando sono stato inviato qui dal mio giornale per intervistare un inglese accusato di un omicidio in Italia. Clark mi accompagnò fin quando ha potuto. Rischiando molto con me, la vita prima di tutto visto che ci muovevamo in ambienti pericolosi. Poi la stessa palestra. Ad un certo punto gli dissi che dovevo andare avanti da solo. E così feci. Mi è andata bene…”.

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Stavolta il gruppo italiano non ha rischiato niente invece. Le strade della Cavern di Beatles dove Clark ha passato molte ore per curare la sicurezza di Johnn Lennon e compagni (che erano agli esordi)  ora sono più che sicure. Come lo splendido albergo dove si è svolta la cena di gala. Nel perfetto stile World ed inglese. Una bella cosa, nel  simbolo di quella tradizione della quale Garry ha colto il testimone. Poi è stata gara, Il primo trofeo città di Liverpool, “Premio  Robert Clark”. Una bella gara va detto. Alla fine ha prevalso la scuola italiana. Lo Yume Alessandria ed il Kaizen dojo Rieti con Davide Dassori, Diego Orlando e Gianfranco Sampalmieri sono saliti sul podio nei kata; lo Zen club Livorno conquista il Trofeo assoluto schierando dieci atleti: Cristian Andreini, Rachele Giovannini, Martina Cerrai, Isacco Del Gratta, Nicolò Mattesini, Francesca Scannapieco, Alessia Pezzini, Giulia e Fausto Cionini, Matteo Di Fiore. Ottime le prestazioni del team della Yama Arashi della Sardegna  composto da Federico Pusceddu e Alessandro Pirellas che hanno agito sotto la supervisione del loro maestro, Giovanni Amos Muscheri e sono stati guidati dal responsabile della regione, Antonello Ruggiu.  A completare la delegazione con Silvestri, Barbara Barsotti, della segreteria nazionale nonché presidente dello Zen club Livorno.

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